Manifesto

Una nota sul tempo, sul digitale e su come scriviamo qui

Questo testo definisce il perimetro concettuale del journal.
Non è un’introduzione, né una dichiarazione di intenti.


Questo journal nasce da un presupposto semplice e scomodo:
il tempo non è infinito, e il digitale non è neutro rispetto a come lo consumiamo.
BRMD è un modo di osservare, progettare e scrivere che rifiuta l’accelerazione come valore implicito.
Non promette soluzioni rapide, non cerca di trattenere il lettore, non ottimizza per la permanenza.
Qui il tempo non viene catturato, ma offerto.
Scrivo per chiarire, non per convincere.
Progetto per rendere leggibili i sistemi, non per renderli irresistibili.
Considero l’open source non come una bandiera ideologica, ma come una infrastruttura etica del tempo, perché rende visibili i costi, i processi, le dipendenze.
Questo journal non chiede di tornare indietro, né di disconnettersi dal mondo, la richiesta è solo un po' più complessa: abitare il tempo digitale con responsabilità cognitiva.
Se qualcosa qui rallenta, è intenzionale.
Se qualcosa richiede attenzione, è perché la merita.